Harder is better ovvero la mia classifica di cover rock e Metal

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Vorrei provare a divertirmi indicando la mia classifica di cover rock e Metal: le 10 cover che personalmente ho apprezzato. Spesso versioni Rock o Nu-metal di brani decisamente differenti, la cui trasformazione indurita è in grado di renderli decisamente più ascoltabili; in altri casi brani già belli che, in ogni caso, risultano valorizzati dalla versione coverizzata

Di cover è pieno il mondo, si sa. A volte esperimenti ben riusciti, talvolta tanto da rendere noti pezzi che fino a quel momento erano … diciamo di nicchia, altre volte vere e proprie catastrofi da far immediatamente spegnere la radio se mai capitasse di sentirle (eco, a proposito, con tutta la stima che si può avere Vasco, credo che l’unica cosa che possa suscitare la “sua” Ad ogni costo, cover di Creep dei Radiohead sia una domanda …pechè? il mondo proprio non ne aveva bisogno insomma) .

Ho evitato di inserire le molte cover tributo, per esempio di gruppi metal su altri pezzi metal (per esempio Trivium che coverizzano i Metallica o Machine Head gli Iron Maiden), cercando di concentrarmi solo su quei progetti che trasformano notevolmente il pezzo, spesso attingendo dal repertorio pop per trasformarlo in qualcosa di Rock-Metal.

Iniziamo.

10. Al decimo posto metto Mad World dei Tear for Fears nella versione resa famosa da Gary Jules come colonna sonora di Donny Darco.

Quest’ultimo brano in effetti non può dirsi una vera e propria cover Rock, ma onestamente tenerla fuori classifica mi sembrava impossibile.

9. Nono posto per Imagine.

Canzone ovviamente di John Lennon ma in questo caso nella versione dei A Perfet Circle. Sempre difficile buttarsi in una cover quando il pezzo originale è considerata una delle canzoni più influenti di sempre e l’autore un mostro sacro. Il risultato in ogni caso a me piace, soprattutto perché le armonie scelte riescono ad invertire completamente la sensazione che la canzone da a testo invariato: la versione di Jhon Lennon è una canzone positiva, di speranza. Questa invece ha una area più tetra, di rassegnazione in cui il distacco fra la realtà ed il voluto pare incolmabile. Bella.

8. Ottavo posto per King of Pain.

Pezzo dei Police coverizzato dai Mudvayne. I Police sono un gruppo che amo molto, ma ammetto che la versione proposta dal gruppo Nu-Metal statunitense spinge bene e non mi dispiace affatto.

7. Al settimo posto i Limp Bizkit con la cover di Faith.

Non me ne vogliano gli amanti di George Michael ma non riesco proprio a metterlo fra le cose che ascolterei. La Cover dei Limp invece si lascia sentire più che volentieri, prova che in fondo quasi ogni pezzo può diventare migliore…(quasi ho detto..)

6. Al sesto posto Land of Confusion nella versione dei Disturbed.

Originariamente dei Genesis, la versione dei Disturbed rende molto più energico il brano, senza però farne perdere la riconoscibilità, aspetto non secondario quando la cover si rifa a pezzi molto noti come in questo caso. Da inserire in playlist.

5. Al quinto posto Sweet Dreams, ovviamente nella versione del reverendo Manson.

C’è poco da dire: versione originale degli Eurythmics molto nota ed orecchiabile, ma quella di Marilyn Manson spacca.

4. Quarto posto per Smooth Criminal coverizzata dagli Alien Ant Farm.

Abbiate pazienza ma come George Michael, anche Michael Jackson lo reggo poco. Differentemente, amo questa versione Alternative Metal in cui riff di chitarra e basso danno al pezzo l’energia che nella versione originale manca, e non poco.

3. Terzo posto per i System of a Down e la loro versione di The Metro.

La versione originale era cantata da Berlin; non sapete chi sia? lo capisco…in ogni caso era diventata famosa alla fine degli anni 80 per aver cantato la colonna sonora di Top Gun (Take My Breath Away), poi sparita da tutti i radar. Anche la sua versione del pezzo non ha aggiunto nulla alla storia della musica. Il pezzo dei System invece va ascoltato.

2. Secondo posto per un altra cover derivante dal repertorio di George Michael: Careless Whisper, ovviamente fatta dai Seether.

Inutile ripetersi, non amavo particolarmente gli Wham! ma adoro questo pezzo, o meglio questa versione del pezzo che, credo, sia una delle migliori dimostrazioni come come dando ad un brano un po di carica in più non si possa che migliorarlo.

1. Al primo posto della mia personalissima classifica un’ altra cover di un pezzo dei Police: Message in a Bottle fatta dai Machine Head.

Il motivo è presto detto: ho già scritto che apprezzo i Police e in questo caso mi piace anche l’originale del brano (che peraltro è il primo pezzo in assoluto che ho suonato col basso…). I Machine Head per di più sono sempre devastanti e sono riusciti ad interpretare il pezzo in maniera incredibile. Immancabile in ogni raccolta, play list, CD che faccio.

Buon ascolto.