La notte magica dei Foo Fighters a Firenze

Difficile trovare le parole per descrivere la notte magica dei Foo Fighters al Firenzerock, le emozioni che io e gli altri 65.000 presenti abbiamo provato, ma una cosa è chiara: i Foo Fighters sono attualmente una delle band di riferimento nel panorama mondiale del rock, e la cosa è arcimeritata.

La questione non è (o non è solo) legata alla qualità delle loro performace live, e nemmeno alla scaletta. C’è di più: I Foo Fighters sono una band matura, che ha raggiunto nei tanti anni di carriera un equilibrio incredibile, che si diverte a suonare assime e che fa trasparire tutto questo in ogni concerto, che sia di fronte a poche migliaglia di persone in un palazzetto, o ai 65.000 fan di Firenze rendendo il tutto sempre estremamente informale e intimo.

Nelle loro serate non c’è l’ombra di conflitti interiori, non c’è unione posticcia di grandi performer che a malapena si sopportano; c’è soltanto voglia di fare rock e di coinvolgere chi è li per seguirli, di far urlare e cantare il pubblico. Sarà per questo che, nonolstate i mille limiti dei festival estivi in Italia, nonostante i Token, nessuno lascia il concerto meno che entusiatsta.

Dave e compagni iniziano a suonare che sono da poco passate le nove. Icebreaker con Runa,singolo di Concrete and Gold, per poi sparare subito tre classiconi e far esplodere il pubblico. 

Nel complesso una scaletta bel bilanciata, per lo più solidamente appoggiata su pezzi familiari, con l’inserimento puntuale di alcui singoli dall’ultimo album; diversi intervalli strumentali, qualche cover ( come non citare il  mash-up Jump/Imagine o Under Pressure  con Taylor alla voce e Dave alla batteria, oltre che come seconda voce alla Bowie ). Il tutto con un Dave in gran forma che urla fin dal primo pezzo ma caopace comunque di misurarsi per arrivare bene fino a fine concerto; che spesso interagisce direttamente col pubblico chiamando in causa i “nuovi fan” che “devono guardare i vecchi ed imparare da loro”.

A Visarno il pubblico avrà quello che vuole: due ore e mezza di concerto in cui sentiranno tutti i classici che volevano urlare, da Learn to Fly fino ai 3 bis (Times Like These, This Is a Call e Everlong), ed in cui Dave e i FF creeranno quell’empatia che ti fa realmente assaporare le emozioni di un concerto.

 

La serata regala anche una perla inattesa che ha letteralmente fatto esplodere il pubblico: Axl Rose, Slash e Duff McKagan che salgono sul palco per una versione pazzesca di It’s So Easy suonata insieme ai FF. Ok, lo ammetto, in quel momento credo di aver urlato di tutto e perso definitivamente quel po di voce che mi rimaneva.

Perché alla fine andare ad un concerto è questo: essere coinvolti, saltare, urlare, cantare i pezzi (e i 65.000 non hanno certo deluso), passare una serata convinti che si stia assistendo a qualcosa di bello, ancora piu uniti agli amici che erano con te e con cui ricorderai quei momenti, e magari anche allo sconosciuto che ti stava accanto con cui hai cantato tutta la sera.

Se questo è il senso del Rock, ed è certamente una delle migliori versioni che se ne può dare, oggi pochi riescono a farlo venir fuori meglio dei Foo Fighters dei quali abbiamo e avremo bisogno a lungo.

La Scaletta :

Run
All My Life
Learn to Fly
The Pretender
The Sky Is a Neighborhood
Rope
Drum Solo
Sunday Rain
My Hero
These Days
Walk

Cover: Imagine / Jump / Blitzkrieg Bop
Under Pressure (Queen cover cantata da Taylor Hawkins)
It’s So Easy (Guns N’ Roses, con Axl Rose, Slash e Duff McKagan)
Monkey Wrench
Wheels
Breakout
Dirty Water
Best of You
Times Like These
This Is a Call
Everlong