Foo Fighters: concerto live su facebook e tour

I Foo Fighters continuano ad esaltare i propri fans con eventi mediatici e concerti pazzeschi. Così ieri sul loro account ufficiale su facebook circa 50.000 fan hanno potuto assistere ad uno splendido concerto grazie ad una diretta live di più di 2h e mezza.

La cosa era stata annunciata sui social come evento segreto e si è concretizzato nella tarda serata di ieri con l’annuncio della imminente diretta.

Il concerto si è tenuto a Frome, nel Somerset ; 24 pezzi, dagli storici alle novità di Sonic Highways, lo stupendo concept album registrato dalla band in diversi studi americani, ripercorrendo la storia della musica statunitense ed i luoghi che la hanno segnata maggiormente.

Fan in delirio in tutto il mondo, commenti entusiasti da chi, collegato dall’Australia, ringraziava il gruppo perché svegliarsi e iniziare la giornata con un loro concerto è il massimo (come dare torto..), a chi seguiva il concerto dal proprio letto. Insomma i Foo Fighters continuano a fare cose buone …

Chiusura con la immancabile Everlong dopo piu di due ore e mezza di musica devastante e l’annuncio di una prossima data il 24 giugno a Glastonbury.

Dave & Co. hanno anche lasciato una dedica ai tanti fan che hanno seguito la loro diretta

 

 

Vi siete persi il concerto?

nessun problema…eccolo qui

Aspettiamo fiduciosi le novità sulle date italiane

 

 

 

Eddie Veddere in concerto a Firenze il 24 giugno

Eddie Vedder sarà in concerto  in Italia a giugno. Il 24 a Firenze, alla Visarno Arena, all’Ippodromo del Visarno, all’interno di Firenze Rocks.

I biglietti saranno disponibili a partire dal 24 febbraio alle ore 11.00 tramite il circuito www.ticketone.it. E’ prevista una prevendita dedicata tramite l’app ufficiale di Firenze rocks dalle 10.00 di giovedì 23 febbraio alle 10.00 di venerdì 24. Non è invece prevista una prevendita dedicata ai fan Pearl jam iscritti al loro Ten Club.

rockol.it riporta la possibilità di una ulteriore data da confermare a Taormina.

Per l’occasione fiorentina si esibiranno prima del frontman dei Pearl Jam i The Cranberries di Dolores O’Riordan e Glen Hansard

Per info controlla il sito di Firenze Rock

 

 

 

Max Pagani & Rock’N’RollStation: un bel progetto di musica on line

 

Max Pagani è uno dei volti e delle voci più note dei palinsesti radiofonici e di certo non ha bisogno di grandi presentazioni. Il progetto che sta portando avanti invece è una scommessa che merita di essere approfondita.

Per chi lo segue sui social non è una novità. Per gli altri invece vediamo di cosa si tratta. In questo periodo Max sta lavorando sulla messa on air, o meglio on line, di 5 web radio tematiche su piattaforma playtheradio, indirizzate essenzialmente agli amanti della musica rock e black.

Ok, di per se una web radio non è una novità in senso assoluto così che potrebbe nascere il dubbio se sia un progetto di cui si sentisse realmente la mancanza. In questo caso però mi sento di fare alcune considerazioni.

Chi abitualmente ascolta Rock (o altra musica di nicchia), sa quanto sia difficile trovare sul mainstream  produzioni realmente ricercate. Le radio tematiche a rilevanza nazionale non sono più di un paio e se le si ascolta assiduamente ci si rende conto che per lo più prediligono scalette in heavy rotation, ed il fatto che risultino un po’ ripetitive è più che un mero rischio. Produzioni più ricercate sono affidate di massima a emittenti a tiratura territoriale più limitata, principalmente coincidente con i territori metropolitane delle grandi città (Roma, Milano..).

La colonna sonora delle nostre giornate quindi deve essere affidata a mezzi differenti, come le web radio appunto. Certamente oggi esistono mezzi ed applicazioni che permettono a chiunque di scegliere la propria musica personale, primae fra tutte spotify o iTunes. La web radio però si basa su una filosofia differente. E’ lo stesso Max a spiegare il concetto commentando la cosa su Facebook :” Le web radio non si rivolgono ai cultori di musica ma alla gente comune che non ha minimanete voglia di cercare la musica da ascoltare su mezzi come Spotify, iTunes e così via…quello che diamo è un servizio…la radio ti offre la sorpresa del pezzo che segue, soprattutto se è tematica come quelle che ho aperto…”

Ascoltare musica, prima che essere una abitudine, o una azione è senza dubbio un modo di intendere la vita, una filosofia e il concetto che sorregge l’idea delle web radio è senza dubbio più vicino alla mia personale visione…o filosofia. Il fatto poi che l’idea sia portata avanti da un DJ come Max, con più di 30 anni di esperienza nel settore, da anche garanzia di un lavoro fatto con competenza e qualità.

Ascoltando le radio che propone (personalmente mi sono soffermato sulle due a tema rock) si nota subito una siderale differenza con quello a cui le emittenti più note ci hanno abituato, di solito necessariamente orientate a finalità commerciali. I pezzi non sono messi per soddisfare la casa discografica o l’autore di turno, ma per soddisfare il gusto di chi ascolta. Spesso inizia un pezzo e la mente si sorprende nel riconoscerlo, nel ricercare nei cassetti della memoria quando lo ha sentito l’ultima volta, o la prima volta, di quali momenti di vita sia stato colonna sonora…tutte cose che non accadono mettendo musica da una pen drive, ne nella abitudine provocata dalle hit del momento

Tutti motivi per augurarsi che il progetto funzioni….quindi…buon ascolto rockettari!

I link delle web radio:

breakstationmilano

breakstationmilano2

rock-n-rollstation

rock-n-rollstation2

twsradiostation

 

 

 

Anteprima, Heavy il nuovo singolo dei Linkin Park

In anteprima, Heavy il nuovo singolo dei Linkin Park

Heavy è il primo singolo che anticipa l’uscita dell’album One More Light, prevista per il 19 maggio.

Al pezzo ha collaborato anche  Kiiara, pop cantautrice americana, ed è stato co-composto da Emily Wright.

Dall’ascoto in effetti le sonorità richiamano molto quelle pop e, a dispetto del titolo, tralasciano la parte più dura dei “vecchi” Linkin Park. Insomma il crossover con forti componenti metal di Hybrid Theory pare, almeno in questo singolo, molto distante.

One More Light conterrà  in tutto 10 pezzi

01. Nobody Can Save Me
02. Good Goodbye
03. Talking to Myself
04. Battle Symphony
05. Invisible
06. Heavy – By Linkin Park and Kiiara
07. Sorry for Now
08. Halfway Right
09. One More Light
10. Sharp Edges

 

 

 

1997:cosa accadeva 20 anni fa?

 

 

Stamani facciamo un gioco: torniamo indietro di 20 anni tondi tondi per ributtarci nel 1997: cosa accadeva esattamente 20 anni fa?

Tanto per immergersi nell’atmosfera, in quell’anno … Bill Clinton iniziava il proprio secondo mandato come POTUS, nasceva Google, nei cinema venivamo ammorbati dalle vicende di Jack e Rose durante l’affondamento del Titanic (e quel che è peggio dalla colonna sonora di quel film), la Juventus vinceva il 24° scudetto…io ero alle superiori…insomma volete mettere…

Il 97 però va ricordato anche per l’uscita di alcuni album decisamente significativi del panorama rock, in particolare grunge e alternative….facciamo una rapida carrellata (ovviamente del tutto personale).

I Radiohead facevano uscire il loro terzo album in studio, OK Computer, per molti il miglior loro album di sempre: un album particolare, certamente non semplice o immediato, stratificato in un certo senso. In ogni caso decisamente un capolavoro. L’album arriva al grande pubblico soprattutto grazie al video di Karma Police, presente in heavy rotation su MTV. Interessanti anche i video di No Surprises e Paranoid Android (il mio preferito).

I Foo Fighters uscivano con The Colour And The Shape. 2° lavoro della band di Dave Grohl da cui era già facile immaginare che razza di gruppo sarebbero diventati..cosa dire  di The Colour…bello, gran ritmo, canzoni che rimangono e video deliranti. Impossibile dire quale sia il pezzo migliore…solo per ricordare i più famosi citerei Monkey Wrench, My Hero, Walking After You, e Everlong.

I Whiskeytown  producevano Strangers Almanac, anche per loro 2° album. Ok, qui la domanda potrebbe essere… i Whiskeytown? In effetti la band del North Carolina non apparteneva certamente al mainstream italiano, ma il loro sound punk-country merita certamente un ascolto.

Come non citare gli Offspring e il loro quarto lavoro, Ixnay on the Hombre. Album decisamente bello, da sentire, da suonare, da risentire e, soprattutto pietra miliare di un genere; ritmi punk-rock che difficilmente stancano. Da mettere in macchina in loop!

Nel 1997 esordivano anche i Days Of The New, band statunitense di Charlestown, Indiana, di chiara influenza grunge. Anche in questo caso la diffusione in Italia è stata limitata ma chi si è appassionato particolarmente al Seattle Sound sicuramente sa di cosa parlo. Curiosità: i  Days Of The New, dotati di un certo senso dell’umorismo, hanno prodotto 3 album in studio, tutti chiamati appunto  Days Of The New, oltre ad un album live e ad una raccolta, anche queste chiamate  Days Of The New ( live Bootleg) e Days of the New: The Definitive Collection.ù

Nel 97 usciva anche il secondo album in studio per i Deftones, Around the Fur.  L’album è stato particolarmente apprezzato dalla critica, così come dai fan che lo considerano uno dei migliori lavori della band capostipite del Nu metal. Tratti più melodici del precedente lavoro, senza tuttavia perdere l’energia che caratterizzava il gruppo di Sacramento., caratteristiche perfettamente rappresentate dal singolo Be Quiet And Drive (Far Away)

 

Come non ricordare in fine il debutto dei Creed con il loro My Own Prison. Ok i Creed divdono abbastanza, o li ami o li odi. Io personalmente li amo;  amo il sound, le linee di basso, e la voce di Scott Stapp. Anche i Creed attingono a piene mani dal pozzo del Grunge, del resto come ogni band che iniziava a suonare negli States alla metà degli anni 90, rivisitando tuttavia lo stile con un suono più duro di derivazione metal.

Uscendo dal panorama statunitense, il 1997 è anche l’anno di uscita del terzo album degli Oasis: Be Here Now. Nella seconda metà dei 90, se gli Stati Uniti non possono non essere associati al Grunge, l’Europa è strettamente collegata all’alternative rock inglese, massimamente rappresentato dall’eterno dualismo Oasisi, Blur. La band di Manchester era attesa in maniera spasmodica dopo l’eclatante successo dei due primi lavori (Definitely Maybe e (what’s the story) Morning Glory?). Album più ricercato dei precedenti, ha decisamente convinto i fan giudicando le vendite; accolto con pareri alterni dalla critica. In ogni caso un’altra pietra miliare del genere.

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Parlando di alternative inglese e tormentoni MTV, come non ricordare Urban Hymns dei The verve e il peculiarissimo video di Bitter Sweet Symphony. Su, chi non ha provato (o immaginato di provare) a replicare la camminata a spallate  di Richard Ascroft ! Non il pezzo che amo di più in assoluto, ma certamente un must da citare.

L’elenco sarebbe ancora infinito e, mai come in questo caso, chi più ne ha più ne metta. Io concludo doverosamente con un gruppo sopra richiamato: i Blur che nel 1997 uscivano con il proprio disco omonimo. Il lavoro è apprezzabile dalla prima all’ultima traccia. Qui però, inevitabilmente, vorrei ricordare Song 2, non tanto e non solo perché singolo principale dell’album, ma per il richiamo esplicito (chiamiamolo omaggio se preferite) che il pezzo fa al Grunge e ai Nirvana. Serve altro?

Buon tuffo nei ricordi…ovviamente ogni altra segnalazione è graditissima…

Aggiunta doverosa e su richiesta…ma in Italia? ok ammetto che la musica nazionale non mi ha dato grandi soddisfazioni in quegli anni. Una eccezione però c’è: i Timoria che nel 97 hanno pubblicato il loro sesto album Eta Beta. Cosa dire, il piacere che provo anche oggi ad ascoltare i loro vecchi album è paragonabile solo alla tristezza che mi assale pensando al Renga attuale. In ogni caso Eta Beta è l’ultimo lavoro con la voce storica di Renga, certamente migliore di quella di Omar Pedrini …(un minuto di silenzio….”Angelo”? perchè?..ok ora mi riprendo)…Eta beta…dicevamo…un lavoro maturo, in cui i lati spinosi di 2020 si affiancano ad una discreta voglia di sperimentare e ad una ricerca armonica curata. Se riuscite a non farvi deprimere troppo dal risentire Renga cantare (veramente),  assolutamente da sentire

 

 

 

 

 

 

 

 

The Passenger (Iggy Pop): un viaggio e una storia d’amicizia

The Passenger di Iggy Pop non è solo una canzone, è un viaggio fatto di contrasti, di dicotomie; è anche la storia di una amicizia fra due artisti eccezionali: Iggy Pop e david Bowie. Un pezzo semplice in apparenza ma sempre più complesso man mano che lo si ascolta e lo si capisce.

Siamo nel 1977 quando esce Lust for Life, album fondamentale per Iggy Pop, non soltanto musicalmente: la sua vita scorre nel segno di una continua lotta fra la voglia di vivere e un irrefrenabile istinto autodistruttivo che lo porta alla dipendenza di eroina, barbiturici e Quaalude.

Nel 1977 però Iggy Pop ha già lasciato gli States per andare a vivere a Berlino assieme ad un personaggio fondamentale per la sua sopravvivenza: David Bowie.

L’Iguana e il Duca sono differenti in quasi tutto: Bowie molto più ricercato e sperimentatore, Iggy Pop diretto e distruttivo, punk ante litteram. Ma David ha deciso di prendersi cura dell’amico, conosciuto anni prima a New York, e nel farlo in fondo, oltre a salvare Iggy, salva anche un po se stesso.

Il periodo berlinese offre ai due cantanti occasione di enorme creatività e produttività, regalando alla storia del Rock album fondamentali, figli di un profondo cambiamento che entrambi stanno attraversando. Bowie, in cerca della maturità artistica definitiva, abbandona la vecchia immagine fatta di lustrini e paiettes. Iggy Pop dal canto suo deve superare la divisione dagli Stooges e viene convinto dall’amico al passo solista.

Il risultato sono due album che escono in un brevissimo lasso di tempo: The Idiot e, appunto Lust for Life . Quest’ultimo, dalle tonalità garage, viene ultimato in soli 8 giorni in cui la creatività dell’Iguana viene guidata dall’amico che partecipa in maniera attiva alla realizzazione dell’album (Iggy Pop ricambierà ai cori di Low)

E’ in questa atmosfera di creatività comune, di di sessioni ininterrotte in studio che nasce The Passenger.

Il testo di Iggy Pop parla di un viaggio, del contrasto fra la folla della città attorno e la solitudine dentro, di una vita che si ripete. Come detto, è una canzone dicotomica, in cui ad una apparente allegria si sostituisce una sensazione di inquietudine che si fa largo quando l’ascolto si fa attento.

Il brano sembra essenzialmente ripetitivo perché così sono le linee generali, in cui, tuttavia, si inseriscono leggere variazioni musicali e canore. Il bello in fondo è anche questo, ascolti aspettandoti qualcosa e arriva l’inatteso.

Quattro accordi che iniziano in levare e che si ripetono con la sola variazione dell’ultimo (Am-F-C-G /Am-F-C-E); una linea di basso che rimarca la ritmica distintamente.; un riff intuitivo e riconoscibilissimo, con note funky che accompagna la voce altrettanto riconoscibile dell’Iguana.

Sul ritornelli arriva la seconda voce, più acuta, di Bowie che impreziosisce il lavoro con i cori. Anche in questo, la canzone si ripete quasi uguale, pur con leggere variazioni che la rendono asimmetrica e stimolante: seconda strofa, Bowie raddoppia la voce di Pop sul “We’ll see the bright and hollow sky”. E’ un bell’effetto, e rimarrà unico visto che non ci saranno altri cori al di fuori dei ritornelli. Ascolti il pezzo e aspetti che la voce di Bowie raddoppi nuovamente in una strofa, succede anche alla centesima volta che ascolti: lo aspetti anche se sai perfettamente che non accadrà.

Questo è un pezzo che, nella apparente semplicità, ha l’incredibile caratteristica di non stancare mai; puoi metterlo in loop ed ascoltarlo senza sosta, non capiterà mai quella sensazione sgradevole che si ha quando un brano, anche di quelli che amiamo, è ormai andato in overexposure: sali in auto e lo fai partire, nulla di meglio come abbinamento.

Il pezzo verrà successivamente più volte coverizzato, per esempio nel 1987 da Siouxsie and the Banshees, ma personalmente amerò sempre il fascino profondo della versione originale.